Fino a pochi anni fa, parlare di economia spaziale significava parlare di agenzie governative, miliardi di euro e missioni da fantascienza. Oggi non è più così.
Lo spazio si è aperto, si è democratizzato, e — soprattutto — è diventato un’opportunità concreta anche per le imprese di piccole e medie dimensioni. L’Abruzzo lo ha capito in anticipo.
Cos’è la New Space Economy?
La New Space Economy è la nuova frontiera dell’economia globale: un ecosistema in cui satelliti, droni, intelligenza artificiale e geoinformazione non sono più appannaggio esclusivo dei grandi attori istituzionali, ma diventano strumenti accessibili, commercializzabili, integrabili nei processi aziendali di ogni settore.
Si parla di servizi di navigazione, di osservazione della Terra, di telecomunicazioni satellitari, di cybersecurity per infrastrutture critiche. Ma si parla anche di materiali compositi, di additive manufacturing, di sistemi embedded, di analisi dati. Insomma, di competenze che molte imprese — magari senza saperlo — già possiedono.
Perché l’Abruzzo è in prima linea
A giugno 2025 è nato il DAAB — Distretto Aerospaziale Abruzzo, fondato da Leonardo, Telespazio e Thales Alenia Space con il supporto della Regione Abruzzo. Un segnale chiaro: il territorio non è solo uno spettatore della rivoluzione spaziale, ma uno dei suoi protagonisti.
Il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, uno dei teleporti più grandi d’Europa, è in Abruzzo. Gli stabilimenti aquilani di Thales Alenia Space sviluppano microelettronica, antenne e strumentazione per satelliti. Leonardo opera tra L’Aquila e Chieti su sistemi avanzati di difesa e spazio. E attorno a questi grandi player si è sviluppato nel tempo un tessuto di eccellenze che oggi trova voce nel DAAB.
Le PMI al centro, non ai margini
Uno dei messaggi più importanti del catalogo tecnologico del DAAB — la prima mappa completa dell’ecosistema aerospaziale abruzzese — è che le PMI non sono comprimarie, ma sono protagoniste.
Tra i soci del distretto troviamo realtà come:
- Arc Power, che produce convertitori di potenza ad alta affidabilità per applicazioni spaziali
- Elco PCB, specializzata in circuiti stampati per applicazioni aeronautiche, con 84 dipendenti e 15 milioni di fatturato
- Hi-Tech Elettronica, qualificata ESA ECSS per la realizzazione di harness per missioni spaziali
- Des Composites, esperta in materiali compositi ad alte prestazioni per aerospazio e automotive
- Astro Alliance, che produce ground station per Space Situational Awareness e strumentazione astronomica di precisione
E poi startup come Zerowire, spin-off dell’Università dell’Aquila che sviluppa tecnologie di ricarica wireless applicabili a droni e mobilità spaziale, o PE Space, che ha brevettato un sistema modulare per la movimentazione di rover in ambienti extraterrestri.
La varietà è la vera ricchezza: PCB, propulsione, sensoristica, cybersecurity, sviluppo software, data analysis, additive manufacturing. Un ecosistema completo, capace di coprire l’intera filiera.
Cosa significa fare parte di questo distretto
Essere soci del DAAB non è semplicemente un’etichetta, significa avere accesso a una rete di relazioni e opportunità concrete:
- Visibilità internazionale. Il catalogo tecnologico è uno strumento pensato per attrarre investimenti, partnership e progetti europei. Essere in questo catalogo significa essere visti da chi conta, in Italia e in Europa.
- Open innovation. Il distretto facilita la collaborazione tra imprese diverse — grandi e piccole — accelerando lo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni. Una PMI che da sola non potrebbe partecipare a un bando europeo, in rete con altri soci diventa competitiva.
- Formazione e talenti. Grazie alla presenza delle Università dell’Aquila, di Teramo e G. D’Annunzio, del GSSI e di centri come Gran Sasso Tech e la Fondazione IRSPS, il distretto lavora per formare le competenze di domani e trasferirle al tessuto produttivo.
- Ricerca applicata. La continuità tra laboratorio e mercato è uno degli obiettivi espliciti del DAAB: ogni scoperta scientifica deve poter trovare una ricaduta industriale concreta.
Il settore spazio come leva di crescita trasversale
Una cosa vale la pena sottolineare: molte tecnologie sviluppate per lo spazio trovano applicazione in settori più vicini alla vita quotidiana. È il cosiddetto dual use.
- I sistemi di posizionamento satellitare migliorano la logistica e i trasporti
- Le tecnologie di osservazione della Terra supportano l’agricoltura di precisione e la gestione del rischio ambientale
- I sistemi di cybersecurity sviluppati per infrastrutture critiche proteggono anche le reti aziendali
- I materiali compositi nati per lo spazio finiscono nelle auto elettriche e nell’edilizia sostenibile
Per una PMI, entrare nella filiera spaziale non significa necessariamente costruire razzi. Significa portare le proprie competenze in un settore ad alto valore aggiunto, dove i margini sono più alti, i committenti sono globali e l’innovazione è continua.
Uno sguardo al futuro
Il mercato globale dello spazio vale oggi oltre 600 miliardi di dollari e la crescita non accenna a rallentare. L’Europa sta investendo miliardi per costruire una propria autonomia strategica nel settore — dal programma Galileo ai lanciatori, dai satelliti di osservazione alle infrastrutture di telecomunicazione.
In questo scenario, l’Abruzzo ha scelto di costruire, insieme, un pezzo di futuro.
Noi siamo parte di questa storia e siamo convinti che lo spazio, per le imprese che sapranno cogliere questa opportunità, non sia il limite, ma il punto di partenza.
Siamo soci del Distretto Aerospaziale Abruzzo (DAAB).